I sicari

Nel sentirsi chiamare per nome, Davon si voltò immediatamente verso le due figure, che adesso stavano avanzando verso di lui. Distratto dal loro movimento, allentò la presa sulla spada e il ragazzo si divincolò, allontanandosi da lui di qualche passo.

“Fuggiasco?”

Ora cominciava seriamente ad avere paura. Un conto era affrontare un ragazzo armato di spada, ma tre avversari cominciavano ad essere troppi. Avrebbe voluto avere Gyarix al suo fianco, lui di sicuro avrebbe saputo cosa fare. E lo avevano chiamato fuggiasco…

“Fuggiasco, esatto. Sappiamo chi sei, e a dirla tutta te sei una delle cose che ci interessano. La principale, oserei dire.”
“Siete stati mandati dall’Ordine.”

La sua non era una domanda, ma un’affermazione che trovò una muta conferma negli sguardi impassibili e spavaldi dei due uomini che aveva erroneamente scambiato per i vecchi di poco prima.

“Un’altra cosa interessante che abbiamo trovato, però, è questo ragazzino. Non possiamo certo permettere che dei marmocchi presuntuosi comincino a fomentare dei pensieri di rivolta contro di noi, ti pare? Non che abbia alcuna possibilità di ferire un mago, ma intaccherebbe la nostra reputazione lasciarlo libero di andare in giro ad insultarci.”

Il ragazzo fece un mezzo passo indietro, spostando lo sguardo tra i due intrusi e Davon.

“Siete… siete dei maghi?”
“E’ un ragazzino intelligente, eh? Vediamo se indovini anche cosa ti sta per accadere?”

Rimase in silenzio, osservando quella gente con uno sguardo adesso impaurito. Un conto era portare un mago in trappola, prenderlo alle spalle e ucciderlo. Cosa nella quale, comunque, aveva fallito. Affrontare più maghi, apertamente, era un suicidio.
Quando tempo addietro il mago girava per la città per eliminare i ladri, in diversi lo avevano affrontato. E nessuno di loro era sopravvissuto a tale azione.

“Diventerai un esempio per tutta la città. Gli mostreremo che non si deve scherzare con noi, nè tantomeno qualcuno deve pensare di poterci cacciare.”
“Lasciatelo stare, è me che volete… no?”

Davon si sorprese di sè stesso, quando si ritrovò ad interporsi tra i sicari e il ladruncolo che pochi istanti prima lo voleva uccidere. Lo stesso ladruncolo rimase sbalordito da quel gesto, mentre i sicari scoppiarono a ridere sguaiatamente.

“A questo punto vogliamo tutti e due. E non provare a fare l’eroe, ragazzo. Non sei in grado neppure di proteggerti, come pensi di aiutare quel rifiuto?”
“Vedrete…”

Poi, abbassando la voce, ma tenendo sempre gli occhi puntati sui due sicari, mormorò

“Appena se ne presenta l’occasione, scappa. Non hai alcuna speranza di sopravvivere contro un mago, capito? Abbandona il desiderio di vendetta, e accontentati di essere vivo!”

Senza preavviso, poi, cominciò a formulare un incantesimo agitando freneticamente le dita. L’aria ondeggiò, come se la realtà venisse modificata, mentre un colpo di pura forza mentale veniva scagliato contro i maghi.
Questi però avevano preso le loro contromisure appena Davon aveva aperto bocca, e il suo colpo si infranse innocuo sugli scudi invisibili innalzati dai sicari.

“Tutto qui quello che sai fare? Sei uno scarto, un insulto al concetto stesso di magia.”
“Allora perchè mi avete condannato a morte?”
“Perchè? Ma è ovvio. Hai ucciso un servitore, sei fuggito dalla Fortezza, hai attaccato i centauri… sei il peggiore criminale della storia della Fortezza, e sarai punito in maniere che nemmeno immagini. Nemmeno la morte ti salverà da un destino di sofferenze eterne e di torture infinite.”
“Ma che dite? E’ stato lui a cercare di uccid”

Si dovette interrompere di colpo. I due stavano cominciando a formulare degli incantesimi, contemporaneamente.

“Maledizione…”

Si ritrovò così ad evocare una difesa mistica in tutta fretta, sperando che riusucisse a reggere all’urto combinato delle due magie, e cominciò a indietreggiare verso il fondo del vicolo, tirandosi dietro il ladro, ormai paralizzato dal terrore.

“Non aver paura, in qualche modo ne usciremo…”

Le parole, pronunciate nel tentativo di rincuorare il ragazzo, suonavano false alle sue stesse orecchie. E quando con un boato la sua difesa venne disintegrata, capì di essere ormai giunto alla fine.

“Senti.. scusami per prima. Pensavo fossi come loro.”

Sorrise nel sentire le scuse di chi poco prima lo voleva uccidere.

“Non preoccuparti, tanto prima o poi mi avrebbero trovato. Mi spiace di averti tirato in mezzo.”
“Colpa mia. E comunque non si può vivere per sempre, no?”

A quelle parole, Davon si sentì colmare il cuore di rabbia. Dunque doveva rassegnarsi a morire, come quel ladruncolo pareva aver fatto?
No, non si sarebbe mai piegato in questo modo a quei sicari.

Gridando, evocò una spada lucente nella mano destra e partì all’attacco contro i sicari, che lo fissarono stupiti per un istante prima di lanciargli contro due sfere di fuoco.
Con la mano sinistra cominciò a tracciare i segni che gli avrebbero garantito la protezione da quell’attacco, ma proprio in quel momento il braccio fu percorso da una nuova fitta, e le dita gli si irrigidirono per qualche istante.

Gridò dal dolore, questa volta, e cadde in ginocchio mentre la spada magica scompariva. Nel giro di qualche istante le sue grida furono sostituite da grida di dolore, nel momento in cui le sfere lo raggiunsero.
Cercò di proteggersi ponendo a difesa di sè quel braccio sinistro malato, che lo aveva appena condannato per l’ennesima volta. L’ennesima e l’ultima, probabilmente.

Il contatto delle sfere con il braccio gli fece raggiungere vette inimmaginate di dolore, e lo shock fu tale che le tenebre lo inghiottirono mentre il corpo cadeva inerte al suolo, ormai privo di conoscenza. Dietro di lui, il ladro lo fissava sconcertato, il volto pallido come quello di un fantasma.
Non aveva mai visto un mago in azione prima di allora, e la loro potenza lo aveva lasciato senza fiato.

Come aveva potuto anche solo pensare di sconfiggerli? Di uccidere tutti i maghi dell’Ordine per vendicare i suoi morti?

Era stato un folle, e adesso avrebbe dovuto pagare con la vita. Chinò il capo, tremando un poco, mentre i due maghi si muvoevano avvicinandosi lentamente a lui.

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9 Risposte to “I sicari”

  1. Ehm… o.O

    Ma manca un pezzo o è volontaria l’assenza della prima parte dello scontro?? O.o

  2. Sì, mi sa che manca una parte… Significherà due episodi in un giorno? 😀

  3. coubert Says:

    Occacchio 😐

    Per una volta che mi sono portato avanti con gli episodi…. che figuraccia!!!!

  4. Eheheheeh… non te la prendere! Anche io ho rischiato un sacco di volte di fare questo errore! 😀
    Per evitare il pericolo, prendo ed ogni giorno, prima di postare, rileggo le ultime righe dell’episodio del giorno prima e le cerco nel mio archivio per mettermi nel punto giusto! 😀

  5. coubert Says:

    Oggi non ci sto con la testa… invece di ripostare quello di stamani, ho postato questo due volte.

    E cancellato l’altro.

    Lo dovrò riscrivere… chi è causa del suo mal, pianga se stesso 😦

  6. Sismico Says:

    Via giù, nulla di grave. Aggiorni quotididianamente, può capitare di confondersi! 🙂

  7. Lo hai perso senza averne una copia???? 😮 Ma no. Dai. 😦 😦 😦

    Hai provato a spulciare la tua cache? Chiunque lo abbia letto provi a farlo… magari si riesce a recuperare.

  8. coubert Says:

    Vabbè, lo ho riscritto. Nessun problema, io ho fatto il danno e io ho dovuto rimediare 😛

  9. 😦 ma che rabbia però 😦 mi dispiace 😦

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