Gli assalitori.

“Vi aiuterò io, li ho visti allontanarsi.”

Davon si voltò verso la direzione dalla quale sembrava provenire la voce, e vide un ragazzino farsi strada tra la folla. Indossava abiti vecchi e abbastanza sporchi, doveva vivere per strada e in condizioni non certo ottimali.
Esile di statura, con i capelli tagliati corti e lo sguardo attento, fece un po’ pena al giovane mago.

“Li hai visti?”
“Si. Erano in due, e subito dopo aver lanciato l’ampolla se ne sono andati. Io ero in quel vicolo e li ho visti…”

Con il braccio indicò una direzione oltre la muraglia di gente che si stava riunendo per assistere allo spettacolo inatteso, oltre che alla disperazione del proprietario della locanda.
Fu la sua disperazione a convincere Davon a correre il rischio di addentrarsi nella città per catturare i suoi assalitori, così da potergli far pagare i danni provocati.

“Bene, andiamo allora.”

Fece per incamminarsi, ma il ragazzino rimase fermo, osservandolo con un volto privo di espressione.

“Beh?”

Senza proferire parola, il ragazzo tese il braccio verso Davon, protendendo in avanti la mano aperta con il palmo rivolto verso l’alto.

“Ah, certo…”

Da un sacchettino che portava sul petto, legato a una catenella che gli circondava il collo, Davon estrasse una moneta porgendola alla sua guida.

“Ora possiamo andare?”
“Certo!”

Con una rapidità incredibile, il ragazzino fece scomparire la moneta in una qualche tasca invisibile e partì a passo spedito, seguito dal mago.

“Ecco, hanno preso questa direzione… non ci sono molte altre strade, in questa zona, e conosco tutti gli abitanti del luogo. Non si sono fermati qui. Continuiamo finchè non li vedo, poi me ne andrò. Non voglio cacciarmi nei guai.”
“Ovviamente. Mi basta che tu riesca davvero a trovarli.”

Procedettero in silenzio per qualche centinaio di metri. Ogni tanto la giovane guida si guardava intorno alla ricerca di qualcosa, e scorreva con lo sguardo abitazioni e volti, poi scuoteva la testa e continuava nel suo incedere. Davon invece osservava con molta più partecipazione quel quartiere, che pareva trasudare povertà e trascuratezza da ogni pietra, da ogni finestra, da ogni abitante.

A volte, poi, il ragazzo faceva segno a Davon di aspettarlo, e andava a confabulare con qualche passante, per poi tornare soddisfatto dal mago.

“Per di qua, li hanno visti passare.”

Col passare del tempo, Davon sentiva crescere una strana inquietudine dentro di sè. Non si stava mica cacciando in una trappola?
Si voltò ad osservare la guida, che gli rivolse un rapido sorriso prima di tornare a concentrarsi sulla strada, quasi stesse fiutando delle traccie.

“Prima qualcuno diceva che sei un mago dell’Ordine… è vero?”

La domanda, fatta con noncuranza dal ragazzo mentre imboccava la strada di destra ad un bivio, dopo aver parlato con una vecchietta che riposava sull’uscio della propria abitazione, colse Davon alla sprovvista.
Ricordava bene le raccomandazioni di Gyarix al riguardo, ma la situazione gli sembrava abbastanza straordinaria, dopo l’attacco subito. Qualcuno doveva aver saputo di loro, ma chi?

Dei maghi dell’Ordine li avrebbero attaccati direttamente, quindi erano da escludere. Forse qualcuno che ce l’aveva con Gyarix? Comunque sia, lui di certo non aveva nemici in quella città, non ci era mai stato prima di allora. Ribadire la propria appartenenza all’Ordine poteva fungere da avvertimento nel caso qualcuno li stesse seguendo con intenzioni non molto amichevoli.
O nel caso il ragazzo avesse intenzione di giocargli un brutto tiro.

“Si, è vero.”

Fissò il volto del ragazzo in cerca di eventuali mutamenti della sua espressione, a quell’annuncio, ma il volto di lui rimase impassibile.

“Sai, tempo fa ho conosciuto un mago.”
“Davvero? Interessante… ma pensiamo a trovare i due che mi hanno attaccato, va bene?”

Il ragazzo non rispose, e continuò a chiedere informazioni e a guidare il mago in quella specie di caccia.

“Quel mago era stato assoldato dalle guardie per dare una ripulita al luogo, eliminando i ladri e gli assassini. Solo che ladri e assassini lo hanno pagato di più, ed è tornato a casa.”
“Bene.”

Davon ascoltava distrattamente il racconto del ragazzo, poco interessato alla presenza in passato di altri maghi dell’Ordine. L’importante era catturare chi aveva cercato di ucciderlo, ed evitare di incontrare altri maghi.

“Eccoli!”

L’esclamazione del ragazzo fece quasi sobbalzare Davon. In fondo alla strada c’erano due persone vestite di nero, con i cappucci calati sulle teste.

“Sono vestiti come quelli che hanno rotto la tua finestra, e tutti lungo la strada hanno visto passare solo loro, con quegli abiti.”

Davon cominciò a correre verso i due, che stavano in quel momento entrando in un vicolo.

“Ehi voi! Fermatevi!”

Svoltò nel vicolo dietro ai due incappucciati, che finalmente si voltarono. Nel vedere i loro volti, Davon rabbrividì.
Erano vecchi e rugosi, con la pelle coperta da macchie rosse e piaghe.

“Che volete?”

Uno dei due incappucciati gli si rivolse con un tono duro ed aspro, fissandolo con degli occhi che trasudavano malvagità.

“Perchè mi avete attaccato?”
“Che avremmo fatto?”
“Avete lanciato del fuoco alchemico nella mia stanza, non negatelo!”

I due vecchi cominciarono a ridere, quindi uno di loro si arrotolò le maniche della lunga veste mostrando un braccio ridotto alle pure ossa, e anch’esso coperto di piaghe e di macchie.

“Secondo te potremmo lanciare qualsiasi cosa, stolto?”
“Ma che…”

Sentì il tocco di una lama fredda che gli si appoggiava sul collo, passandogli da dietro le spalle. Trattene istintivamente il fiato, per evitare di essere tagliato da quella spada.

“Sono solo dei poveri malati, non lo vedi? Stupido di un mago… Voi andatevene, ora”

Riconobbe la voce, benchè adesso avesse un tono diverso da quella sentita prima, e fosse carica di odio.
Era la voce del ragazzino che lo aveva guidato fino a lì.

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Una Risposta to “Gli assalitori.”

  1. URCA! 😮

    E mo’????? 😮

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