L’umiliazione delle guardie

Il ragazzino, dopo aver fissato il contenuto del sacco, abbandonò la presa che aveva sul medesimo, sollevando il volto in direzione delle guardie.

“E voi vorreste ucciderli per aver rubato del cibo?”
“Adesso mi hai rotto, moccioso!”

La guardia caricò un altro fendente con la spada, ma il ragazzo estrasse un pugnale da una manica, utilizzandolo per parare il colpo e deviarlo. Malgrado la differenza di stazza dei due contendenti, la manovra gli riuscì senza alcuno sforzo.

“Che…”

Ignorando la confusione di cui era preda la guarda, il ragazzo scosse il capo sconsolato.

“Ai vecchi tempi non sarebbe mai stata permessa una cosa del genere… chi regna ha il dovere di far vivere bene i propri sudditi, non di spadroneggiare su di loro.”

Riportò lo sguardo sulle guardie, adesso appariva mortalmente serio, ed aveva un’aria decisa in volto. Le altre guardie, che fino ad allora erano rimaste in disparte a ridere delle sventure del loro capitano, adesso avevano intuito che qualcosa non andava come sarebbe dovuto, e lo avevano raggiunto, le spade pronte nelle loro destre.

“Come vuoi, ragazzo. Con questo, sei accusato di tradimento e di tentato omicidio. Eseguite la sentenza, ragazzi.”

Sogghignando, le quattro guardie si mossero in direzione dei tre. Il ragazzo le osservò per qualche istante, quindi diede loro la schiena voltandosi verso i due uomini a terra.

“Voi andatevene, e portatevi dietro questi sacchi. A loro ci penso io.”
“Ma…”
“Andate pure, coraggio!”
“Attento!”

Mentre era voltato, intento a dialogare con i due, una delle guardie aveva attaccato, mirando alla sua schiena. Senza interrompere il discorso, senza che la voce sussultasse nemmeno, il ragazzo portò il braccio destro dietro la schiena, parando col pugnale il colpo mortale che gli era stato indirizzato contro.

“E’ sleale attaccare alle spalle… oltre che inutile, contro di me.”

Si voltò, scoccando una lunga occhiata in direzione del capo di quel gruppo di guardie. Quindi, senza concedere alcun preavviso, si mosse con una rapidità tale da scomparire per un istante, agli occhi di quelle semplici guardie.

Quando i loro occhi trovarono nuovamente la figura del ragazzo, questo era davanti a una delle guardie, intento a trafiggerle l’addome con il pugnale per poi ritrarsi altrettanto rapidamente quando un colpo di spada piovve, tardivo, dove era rimasto fino ad un attimo prima.

In due gli corsero addosso, attaccandolo insieme.
Con un salto passò sopra loro, atterrando alle spalle di uno dei due. A quel punto si limitò a fargli lo sgambetto, facendolo ruzzolare addosso al compagno.

“Cosa sei??”

Il capitano del gruppo adesso appariva molto meno sicuro di prima, e indietreggiò lentamente quando il ragazzo, sistemate le due guardie a terra con un preciso colpo dato con il manico del pugnale, si avvicinò a lui. L’ultima guardia rimasta tentò di attaccarlo facendo affidamento sulla maggiore portata della spada rispetto al pugnale, ma il ragazzo gli corse incontro sfrecciando sotto la lame, e con una ginocchiata al ventre lo lasciò dolorante e rantolante a terra.

“Sei un demone!”

A quelle parole proferite con evidente terrore dalla guardia, il ragazzo rise di gusto.

“Un demone? Sono infinitamente più umano di te, meschina creatura. Sono lo spettro del vostro passato tornato in vita per riportare la giustizia sulla terra. Sono un ragazzo in cerca di vendetta. Ma adesso sono solo la persona che farà cadere il tuo re indegno. Vai e riferisciglielo… che tremi e si disperi, perchè è stato giudicato dalla voce della giustizia, ed è stato trovato colpevole.”

La guardia strabuzzò gli occhi.

“Ma che stai dicendo? Sei pazzo!”

Senza rispondere a questa insinuazione, il ragazzo sfrecciò verso la guardia, arrivandogli di fronte prima che questa potesse rendersi conto del pericolo.

“Corri, o ti uccido.”

Il tono di voce usato dal ragazzo, assieme al pugnale puntato contro la gola dell’uomo, lo convinsero immediatamente. Si voltà e corse via invocando aiuto e chiamando a sè altre guardie.
Voltatosi, il ragazzo fu lieto di non vedere più i due uomini che stavano per essere giustiziati. Se ne dovevano essere andati.

“Ora capisco perchè il vecchio mi ha spedito qui… se mi muovo per bene, arriverò in tempo per il matrimonio.”

2 Risposte a “L’umiliazione delle guardie”

  1. Mmmm… ho l’impressione che il ragazzo non sia nuovo… :-?

  2. dici davvero? (A)

    :lol:

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