Piovuto dal cielo

“Li abbiamo seminati?”
“Spero di si.”

Due uomini stavano correndo lungo le strade della città. Sopra di loro, il cielo stellato e la luna quasi piena concedevano fin troppa luminosità alla scena, per i loro gusti.
Dei rumori provenienti da dietro di loro li convinsero che no, non avevano seminato le guardie che da mezz’ora li stavano inseguendo per tutta la città.

“Dobbiamo continuare a correre!”
“No, Stanly. Non ce la faccio più…”

Così dicendo, il primo uomo si fermò addossandosi al muro di una casa, col fiatone.

“Vai avanti da solo, torna dagli altri e portagli la refurtiva.”

Togliendosi dalla spalla un voluminoso sacco, lo porse al compagno, che invece di prenderlo scosse la testa con ostinazione.

“Jachirby, non ci pensare nemmeno per un istante! Fuggiremo insieme, e arriveremo insieme dagli altri…”
“Prendilo e vattene, dannazione!”
“Non ce la farei con tutto questo peso!”

In quel mentre, delle sagome spuntarono dal fondo della strada. Cinque persone armate di spada, rivestite con la corazza di cuoio della guardia cittadina.

“Fermi dove siete!”

Anche le guardie erano stanche per il lungo inseguimento. I volti erano arrossati ed imperlati di sudore, il fiato grosso quanto quello dei due uomini in fuga.
La differenza, a questo punto, la facevano le cinque spade distribuite disequanimamente tra i due gruppi contrapposti.
Sospirando, i due posarono a terra i sacchi, fissando impietriti le guardie che si stavano avvicinando.

Le guardie fissarono i sacchi per un istante, prima di riportare la loro attenzione sui due uomini.
Quello che doveva essere il comandante di quel manipolo di guardie si fece avanti, scuotendo ironicamente il capo.

“Non dovevate farlo, ragazzi. Finchè si tratta di furtarelli da poco è un conto, e possiamo anche chiudere un occhio. Ma questa volta voi e quegli straccioni dei vostri amici avete passato il segno…”
“Passato il segno? Voi e il re… voi avete passato il segno!”
“E ora, ecco il tradimento contro il re, dopo il furto nella residenza reale. Sapete quale è la pena prevista per il tradimento, vero?”

I due deglutirono rumorosamente, i loro volti sbiancati.

“Certo, se ci dite dove stavate portando questi sacchi, potremmo dimenticarci del vostro tradimento. E magari darvi una ricompensa…”
“Pensi che tradiremmo i nostri compagni?? Scordatelo!”

La reazione della guardia a questa risposta di Stanly fu immediata, e l’uomo non fece in tempo a difendersi il volto che questo veniva colpito duramente da un pugno sferrato dalla guardia, avvicinatasi rapidamente alla sua vittima.

“Si, penso che se sarete furbi ci direete dove si nascondono i ribelli.”
“Non lo faremo mai. Potrete anche ucciderci, ma da noi non saprete nulla. Il re cadrà!”

Un pugno raggiunse in pieno anche Jachirby, che cadde in ginocchio al fianco dell’amico.

“Se le cose stanno così, non mi servite.”

La guardia sollevò la spada, preparandosi a colpire, quando una massa scura in cielo attirò la sua attenzione. Un ragazzino esile atterrò tra la guardia e i due uomini inginocchiati a terra, ed ormai rassegnati a morire.

“E tu?”

La guardia lo fissò sorpresa, mentre il ragazzino si guardava intorno perplesso. Fissò la guardia, poi si voltò ad osservare rapidamente le abitazioni che lo circondavano e il cielo stellato. Infine notò i due uomini ingioncchiati alle sue spalle.

“Scusate, dove siamo?”

La domanda fece quasi strabuzzare gli occhi alla guardia, che scoppiò in una fragorosa risata.

“Non so cosa tu voglia, ragazzo, ma se non sparisci subito verrai considerato complice di queste persone.”

Il ragazzo si voltò nuovamente ad osservare i due, ancora tremanti e in attesa dell’esecuzione.

“Che avrebbero fatto?”
“Niente che ti riguardi. Sparisci!”
“Avranno pur fatto qualcosa, no?”
“Ti avevo avvertito… mi stai facendo spazientire!”

Tra le risatine dei compagni, la guardia lasciò partire un pugno in direzione del ragazzino, che però con un’agilità incredibile schivò l’attacco, limitandosi a inclinare indietro il proprio corpo.
In volto aveva adesso un’espressione serissima, gli occhi neri fissavano diritta negli occhi la guardia sbigottita.

“Non riesci a colpire un bambino?”

Lo scherno dei compagni rese furente la guardia, che mossa dalla frustrazione menò un improvviso fendente con la spada.
Il ragazzo saltò all’indietro, compiendo una capriola durante il salto, atterrando in mezzo ai due fuggitivi.

“Non mi piace essere attaccato… mi porta alla mente brutti ricordi.”

Chinatosi, afferrò uno dei due sacchi.

“Che cosa hanno fatto queste persone per essere braccate? Cosa hanno rubato?”

Aperto il sacco, lo scoprì ripieno di cibo. Uno dei due uomini inginocchiati fissò quello strano ragazzino, e gli sussurrò la loro colpa.

“Abbiamo commesso un reato capitale. Abbiamo rubato nelle cucine reali, per sfamare le nostre famiglie…”

7 Risposte a “Piovuto dal cielo”

  1. Non ho ancora finito di leggere… ma Stan Lee e Jack Kirby sono omaggi evidenti!!! :D

  2. P.S. Finito di leggere ora… ho il solito effetto nausea per il cambio di storia… Ma non è il proseguo dell’altra, allora????

  3. eh eh eh… è il proseguio, tranquillo.

    Solo che tra quella storia “nel passato” e questa c’è un anello di congiunzione che nei prossimi giorni diventerà chiaro… :P

  4. Dici che gli omaggi dei nomi erano abbastanza evidenti? :lol:

  5. Ahhh… per fortuna! :D

    Per i riferimenti: con un nerd come me che ti aspettavi? Del resto voi avete azzeccato immediatamente la Jol’Ange che era più ostica! :D

  6. Più ostica per chi non ti conosce :P

    Lord of the Catwomen… :P

  7. LOL! :) ) Colto in castagna! :D

Leave a Reply