Il dominio
La vampira si guardò intorno per qualche istante, con un’espressione compiuciata in volto.
“Il piano è andato oltre ogni più rosea aspettativa… ora la parte finale. Regis!”
Salendo le scale di corsa, il negromante raggiunse la sua Signora, chinando il capo al suo cospetto per qualche secondo. Quindi si risollevò, e alzò le mani al cielo prontamente imitato da lei.
Un tuono accolse il loro gesto, ad assistere al quale oramai non era rimasto più nessuno, essendo fuggite tutte le persone che si erano radunate nella piazza certe di assistere all’esecuzione dell’immortale.
All’unisono, la voce roca del mago e quella musicale e cristallina della vampira cominciarono a intonare una litania incredibilmente melodica, colma di un che di perverso che fece venire la pelle d’oca al cavaliere, che era rimasto immobile, diversi passi dietro alla vampira.
Un crepito di energia partì da un punto indefinito sopra le loro teste, espandendosi istantaneamente in ogni direzione. Una vaghissima luminescenza balenò per qualche istante sopra la città, prima di dissiparsi con la stessa rapidità con la quale si era generata.
Visibilmente soddisfatti, i due lasciarono ricadere ai rispettivi fianchi le braccia. La vampira scrutò il cielo, quindi portò gli occhi viola sul volto del negromante.
“Ha funzionato?”
“Certamente. Adesso l’intera città è racchiusa in uno scudo di tenebra, invalicabile se non a chi alla tenebra è consacrato. Gli abitanti sono rinchiusi al suo interno, mentre noi potremo uscire a nostro piacimento.”
“Perfetto.”
Si voltò quindi verso il cavaliere, che impassibile era rimasto in attesa.
“Veryc, andiamo a prendere possesso del palazzo?”
“Mia Signora, se posso permettermi siete ancora debole. Il vostro rischioso piano è riuscito, ma per attirare tutte le maggiori cariche del ducato nella piazza, alla mercè mia e di Regis, vi siete lasciata catturare e torturare… dovreste rimettervi un poco in forze.”
Lei osservò con attenzione il volto dell’uomo, che pareva fin troppo fiero di sè.
“Che hai mente?”
“Tanto, prima di fare qualunque cosa, dovrei recuperare dalle stalle Folgore Nera. Ho prenotato tre stanze alla migliore locanda, così potremo ristorarci e riposarci. Nessuno tanto potrà scappare. E lì vi attende una sorpresa.”
Sospirando, la vampira chinò lievemente il capo in segno di assenso.
“Sia. Fateci strada, Cavaliere.”
I tre scesero lentamente nella strada ormai deserta, avvolti dall’innaturale oscurtà che oramai permeava il cielo, almeno dal loro punto di osservazione.
Veryc guidò la vampira lungo le strade della città, che lei mai prima di allora aveva visitato, mentre Regis chiudeva il gruppo, pronto a reagire ad eventuali attacchi suicidi di qualche folle ansioso di anticipare la propria fine.
Nessuno comunque osò interrompere il loro tragitto, nessuno anzi si palesò affetto ai loro occhi.
Arrivati ad una locanda, Veryc strinse le labbra emettendo un sibilo acuto a cui, dopo pochi istanti, rispose un nitrito dall’interno delle stalle.
“Bene, Folgore Nera è ancora qui. Venite, entriamo.”
Portatosi alla porta, bussò con violenza allo stipite, insistendo fino a quando una voce, tremante, non provenne dall’interno.
“Chi… chi è?”
“Ho pagato per tre stanze, non molto tempo fa. Quindi immagino di avere il diritto di entrare, no?”
“Ah… siete voi! Il cavaliere dell’Ordine Sacro! Sia lode agli Dèi!”
Dei passi indicarono l’avvicinarsi affannato di qualcuno alla porta, che ben presto si aprì mostrando un uomo grassoccio, sulla cinquantina, che sorrise incerto a Veryc. Il suo sguardo passò poi sulla vampira e su Regis, e li fissò perplesso.
“Possiamo entrare o no?”
“Eh? Certo, entrate… ma fate presto, girano strane voci su questo cielo nero… dicono che ci siano stati dei problemi all’esecuzione. Voi eravate là, vero?”
“Si, ero presente. E le assicuro che non ci sono stati problemi di sorta, tutto è andato alla perfezione.”
“E questo cielo?”
Veryc sorrise sinistramente.
“Un dono per Dama Gaerlen da parte del mio fidato amico Regis.”
L’uomo li scrutò perplesso, ma prima che potesse avanzare altre richieste il cavaliere lo anticipò.
“Ditemi, era vostro figlio il ragazzo che prima ho trovato nella stalla?”
“Eh? Si, certo.”
“Potreste chiamarmelo qui un attimo?”
“Certamente, ma perchè?”
“Me lo chiami subito.”
Il tono secco del cavaliere fece rompere gli indugi al locandiere, che si voltò verso le altre stanze.
“Willem! Vieni subito qui!”
Dei rumori annunciarono che il ragazzo, ubbidiente, al comando del padre stava correndo da loro. Arrivò con un’aria pallida, mortalmente spaventato dalla situazione, ma rassicurato dal trovarsi di fronte il Cavaliere.
“Cavaliere!”
Ignorandolo, il cavaliere si voltò verso Gaerlen.
“Che ne dite?”
La vampira sospirò, mentre puntava i suoi profondi occhi viola in quelli del ragazzo, obbligandolo mentalmente a muoversi verso di lei.
“Siete sempre così gentile nei miei confronti… prima o poi finirò col dimenticarmi che in origine eravate venuto ad uccidermi.”
“Le cose sono andate abbastanza diversamente, quella volta.”
Il locandiere, all’udire tali parole, cominciò a sudare.
“Che sono questi discorsi?”
“Niente che vi riguardi.”
Regis fissò con malcelato disprezzo l’uomo, che divenne rosso in volto. Intanto Willem aveva raggiunto la vampira, che lo carezzò in capo passandogli le lunghe ed affusolate daita tra i capelli, spettinandolo e giocherellando con un ciuffo. Il ragazzo, nel frattempo, le stava di fronte immobile, senza alcuna espressione in volto.
“Si, mi piace…”
Le carezze scesero sul volto, dove le lunghe unghie della donna tracciarono piccoli solchi che lentamente si arrossarono.
La vampira sospitò, scendendo con le mani sul petto del ragazzo e chinando il volto verso quello di lui.
“Ehi! Che state facendo? Willem, vieni qui!”
Il ragazzo ignorò ovviamente l’ordine preoccupato del padre, che provò ad avanzare ma venne raggiunto ed immobilizzato dalla ferrea presa di Veryc.
“Cavaliere…!”
“Basta. Da molto tempo ormai non sono un cavaliere dell’Ordine Sacro, da quando ho rinnegato gli Dèi per donare il mio cuore e la mia anima alla Dama dell’Oscurità. Quindi non appellatemi più in quella maniera, o vi ucciderò.”
In quella, la vampira cominciò a leccare le scie rossastre di sangue che si erano create sul volto di Willem. E con lentezza esasperata, scese con la lingua fno a leccare il collo. Quindi sollevò gli occhi verso il padre del ragazzo, che con orrore li vide divenire rossi, e aperta la bocca affondò nelle morbide carni del collo di Willem i canini affilati.
“Noooo! Willem! Lasciatemi andare, Cavaliere….”
Un secco movimento delle braccia muscolose di Veryc basto a rompere le ossa del collo del locandiere, che privo di vita si accasciò al suolo.
“Lo avevo avvisato…”
Regis ridacchiò, e raggiunse Veryc. I due rimasero in silenzio ad osservare il volto stravolto dal piacere della loro Dama, intenta a prosciugare la vita dal corpo di quell’innocente ragazzino offertole dal cavaliere decaduto.
Quando finalmente il macabro rito ebbe termine, la vampira si staccò dal ragazzo, passandosi la lingua sulle labbra per ripulirle.
“Regis, te partirai subito. Ti voglio alla capitale del regno di Grybun, pare che ci siano diversi tomi che ci saranno utili in quella biblioteca. Inoltre è un regno florido… conquistamelo.”
“Sarà fatto, mia signora. Datemi un paio di anni, e vi conquisterò il regno. Ho già preso contatti, prevedendo tale vostro desiderio, e a breve diverrò consigliere del re. Appena avrò abbastanza potere politico, passerò all’azione.”
“Si, ma attento. Non voglio una conquista temporanea… il regno sarà mio per sempre. Quindi trova il modo di divenirne il re legitttimo.”
“Il re legittimo? Potrei…”
“Si?”
“Ci sarebbe la figlia del re. Ma è una bambina.”
“Allora aspetterai che diventi grande, la sposerai e sarai re. E a quel punto annetterai il regno a questa città.”
“Come desiderate. Ma questo mi terrà lontano per più di dieci anni…”
“Sopravviverò. Ora và, non perdiamo tempo. Noi invece andremo ad impadronirci del palazzo reale… dopo questo gustoso antipasto, sono pronta per assaporare la famiglia reale.”
Uno dopo l’altro, i tre uscirono nell’oscurità, sghignazzando sinistramente.
maggio 29, 2008 a 11:02 am
Oh… O.o
Scommetto che il prossimo episodio inizia con “dieci anni dopo”…
maggio 29, 2008 a 11:16 am
uhm… ti dicessi che invece questi episodi erano dieci anni prima?
maggio 29, 2008 a 12:21 pm
Relatività!
maggio 29, 2008 a 1:06 pm
Mettiamola così, nei prossimi giorni proseguirò questa trama. Nel presente, cioè 10 anni nel futuro rispetto al presente della narrazione…
uff…
insomma, torno in continuity.
E tornerà in scena qualche vecchio personaggio…
maggio 29, 2008 a 9:52 pm
Ghghghgh… avevo capito (ed avevo intuito fin dal primo commento)!
Il resto era solo scherzo!
maggio 29, 2008 a 10:01 pm
Infaaaame!!!!
Comunque, malgrado la tantissima voglia di studiare mi spronasse a non farlo, ho scritto anche l’episodio di domani.
Così impari a prendere per i fondelli il qui presente umile et povero scribaccino… ti darò nuovamente la nausea da salto, ecco!
maggio 30, 2008 a 2:35 pm
NOOOOOOOOOOOOOO!
(
(
Un nuovo salto noooooooooooooooooooo!!!