Il cavaliere

La rapidità con la quale la giornata di sole si era tramutata in una notte priva di stelle aveva colto tutti quanti alla sprovvista. Dopo qualche istante di iniziale sbigottimento, dalla folla cominciarono ad alzarsi grida di panico per quel prodigio che non appariva affatto come un segno di benevolenza divino, o un appoggio degli Dèi al loro operato.

“State tranquilli!”

La voce tonante del sacerdote massimo non riuscì a superare in volume il frastuono prodotto dalla folla, e sconsolato cessò di occuparsi di loro per rivolgere la sua attenzione al cielo.

“Questa è sicuramente una magia… ma lei di sicuro non è nelle condizioni di fare niente.”

disse indicando con un secco gesto del capo la vampira.

“Ma non dubito che sia lei la causa di tutto ciò. Qualcuno sta cercando di liberarla… non gliene daremo la possibilità!”

Un sacerdote avanza, brandendo un lungo pugnale ricurvo, ma un raggio violaceo proveniente dal fondo delle scale lo colpisce in pieno petto, sbalzandolo all’interno del tempio.
Un uomo, un mercante a giudicare dall’aspetto, comincia a salire la scalinata. Alle sue spalle, qualche cavaliere gli urla contro e, sguainate le spade, gli si scaglia addosso. Un’invisibile barriera però protegge il corpo dell’uomo, che con aria seccata mormora qualcosa ad uno dei cavalieri, che prende fuoco all’istante, e comincia a correre in mezzo alla folla alla disperata ricerca di acqua per placare le fiamme e il dolore, disperdendo così la folla, ormai terrorizzata.

Immediatamente, i ventotto sacerdoti rimasti indietro cominciarono a pregare, e una barriera trasparente si formò attorno al tempio, tagliando il negromante fuori dalla zona con i sacerdoti e la vampira.

“E ora finiamola con questa assurdità!”

Con un’espressione decisa in volto, il vecchio sacerdote estrasse dalla propria tunica un corto pugnale, e si portò dietro l’indifesa vampira.

“Muori, abonim”

Le parole gli morirono in gola, ed abbassò lo sguardo, stupito, a fissare la punta della spada che, trapassandogli la schiena, gli usciva dal petto. Barcollando, si voltò a fissare lo sguardo impassibile del cavaliere, che nel frattempo stava estraendo la spada dal suo corpo.

“Pe.. perchè? Voi…”
“Il cavaliere Rodick purtroppo non è potuto venire oggi, avendo incontrato accidentalmente la morte lungo la strada. Un tempo ero un suo compagno, così ho pensato di farne le veci… e ora scusami vecchio, ma ho un massacro da compiere.”

Si allontana da lui mentre il suo corpo si accascia al suolo, tossendo sangue. Nelle sue mani, la spada dalla lama nera pulsa di una vaga luminescenza, sembra quasi fremere.

“Famelica sente l’odore della morte, adora banchettare con i sacerdoti… tranquilla, piccola mia. Ora avrai di che divertirti…”

A passi lenti, si diresse verso i sacerdoti, intrappolati assieme a lui all’interno di quella cupola, e troppo occupati a fuggire per lanciare qualche incantesimo che dissipasse la cupola. Uno ad uno furono stanati e massacrati, mentre la pietra bianca del pavimento del tempio si copriva sempre più del denso liquido rosso sgorgato dalle loro ferite.

Terminata la mattanza, si avvicinò finalmente alla vampira, ancora immobile dove l’aveva lasciata. Ora però che i sacerdoti erano morti, i suoi occhi erano nuovamente vigili, e scrutavano con interesse la scena che si stava svolgendo sotto i suoi occhi. In fondo alle scale, il negromante stava distribuendo morte alla folla che si era radunata per assistere alla morte della pericolosa vampira.

Il cavaliere sollevò la spada, ormai brillante, e la passò attraverso un anello della catena dorata che immobilizzava la prigioniera. A quel contatto, l’anello cominciò a colorarsi di un rosso scuro, come se l sangue versato dalla spada si stesse riversando nella catena, e quindi assunse un colore nero.

A quel punto, una semplice torsione del polso del cavaliere bastò a disintegrare l’anello, e la catena cadde fragorosamnte ai piedi della vampira, che lentamente si guardò intorno, con aria di superiorità e di fastidio.

“Ce ne avete messo, di tempo.”

Il cavaliere si inginocchiò al fianco della vampira, chinando il capo in segno di riverenza, la spada nera poggiata al suolo.

“Ai vostri ordini, Signora, per l’eternità.”

5 Risposte a “Il cavaliere”

  1. Stormbringer docet? :D :) )

  2. vagamente :lol:

    Anche se non è certo una spada così sospraffina. Nè ha Elric ad impugnarla, quale sostentamento alla di lui esistenza ;)

  3. Di Elric ce n’è uno, come lui non c’è nessuno! :D

  4. Elric? Quello di Melnibone?

  5. Eh già!

    Famelica è un omaggio a Tempestosa e Luttuosa, ovviamente.

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