La vampira

La sala interna del tempio non era molto grande, e la trentina di sacerdoti presenti la riempivano considerevolmente. Stando alle loro tuniche immacolate, e ai paramenti di ognuno di essi, il cavaliere constatò senza alcuna sorpresa che alla cerimonia presenziavano le massime cariche religiose dell’intera regione.

Le cariche civili e militari, invece, attendevano alla base della scalinata di godersi la vittoria del bene sul male, anche se solo per un giorno.

I sacerdoti erano disposti in circolo, e dai bracieri posti a ridosso delle pareti si innalzavano fiamme che creavano un turbinio di ombre oscillanti sui muri bianchi del tempio.
In mezzo ad essi, inclusa nel circolo, c’era anche una statua alta più di due metri, interamente realizzata in costosa e rara pietra bianca.
Raffigurava un uomo vecchio ma ancora vigoroso, dall’espressione saggia, che con una mano reggeva una lunga spada mentre con l’altra faceva segno di benedire chiunque stesse guardando nella sua direzione.

Accennò un lieve inchino del capo dinanzi alla statua del divino Frealin, celeste protettore della giustizia e del bene, quindi prese posto all’interno del cerchio umano, gettando finalmente un’occhiata alla creatura che era imprigionata al centro della sala.

La vampira pareva giovane, di aspetto non avrebbe dimostrato più di venticinque anni. La pelle, anche nell’atmosfera non propriamente luminosa del tempio, appariva bianca e pallida in maniera sovrannaturale.
I lunghi capelli corvini le cadevano sulle spalle, fluenti, ma non riuscivano a coprire le pesasnti catene dorate che le immobilizzavano il corpo.
Lo sguardo appariva vacuo, occhi privi di pupille fissavano il nulla dinanzi a sè, mentre le luci tremule mostravano qualche livido e cicatrice risaltare sulla pelle altrimenti perfetta della creatura.

“E’ prigioniera di un incantesimo che ne ha intrappolato la mente.”

Il cavaliere sollevò gli occhi dalla prigioniera, puntandoli sul vecchio sacerdote che aveva parlato. Stando ai ricami dorati, alle fascie porpora e al copricapo rosso, doveva essere il sacerdote massimo.
Accennò anche con lui un lievissimo inchino, meno profondo però del precedente.

“Era così pericolosa, anche con le catene sacre?”
“Visto ciò di cui è stata capace nelle ultime settimane, abbiamo deciso di prendere ogni precauzione per garantire che pagherà per i suoi peccati.”
“Certamente, e avete agito con saggezza. Spesso queste infide creature hanno qualche potere segreto, o trovano un modo per scampare al loro giusto destino.”
“Vi ringrazio per le vostre parole, Cavaliere Rodick. La vostra fama di indomito paladino del bene, e di noto cacciatore di tali abomini, rende tali semplici parole ancora più preziose, alle mie orecchie. Ma ora non perdiamo ulteriore tempo in convenevoli, avremo tempo per dialogare più tardi, al banchetto.”

Tutti i sacerdoti fecero un passo in avanti, e il cavaliere li imitò.

Il sacerdote massimo sollevò le braccia verso il soffitto del tempio, cominciando a pregare con voce profonda mentre tutti gli astanti chinarono il capo in silenzio.

“Fraelin, nostro divino protettore, celeste guida per i nostri passi e modello irraggiungibile per le nostre esistenze! Ascolta adesso noi, qui riuniti per adempiere al Tuo volere.

Portiamo al Tuo cospetto questa creatura, che ha da tempo smarrito la sua innocenza cedendo al male la sua anima e la sua vita, morendo nel peccato e rinascendo come portatrice di morte e di sventura.

Questa orribile figlia del demonio, che ha devastato interi villaggi uccidendo ogni persona incontrasse sulla sua strada, e riservando una sorte peggiore ai bambini di quei villaggi, macchiandosi del più atroce tra i delitti immaginabili dalle nostre menti umane.

Ci rimettiamo al Tuo giudizio, affinchè tu la possa punire equamente nel Tuo regno celeste, e perciò ti affidiamo questa anima nera, che ci apprestiamo a giustiziare.

Che la luce del sole, che da sempre dissipa le tenebre e scaccia i malvagi, distrugga questo corpo putrefascente e faccia ascendere questo mostro a te, Nostro Signore.”

Abbassò lentamente le braccia, e i presenti tornarono a sollevare le teste, guardando tutti dritto negli occhi il vecchio sacerdote.

“Cavaliere…”

Il cavaliere annuì, e portatosi dietro alla vampira la sollevò in piedi, sospingendola poi verso l’uscita del tempio e fermandosi solamente una volta giunto sotto il porticato precedente le scale. Pochi metri più avanti, la luce solare colpiva con violenza la pietra bianca delle scale, sicura minaccia di morte per la vampira.

Intorno alla scala, la folla ruggì nel vedere la processione che fuoriuscì dal tempio, e cominciarono a risuonare ovunque grida di incitamento affinchè i sacerdoti uccidessero l’assassina, il mostro.
Il cavaliere sorrise, dinanzi a tale manifestazione di odio nei confronti del male. Si, quella città era un vero esempio, e quel giorno sarebbe divenuto un esempio per tutto il mondo.

Il sacerdote massimo giunse al suo fianco, e alzando le mani intimò il silenzio alla folla.

“A Fraelin!”

Un boato seguì quelle parole, mentre con un cenno d’intesa il vecchio sacerdote spronò il cavaliere a gettare giù dalle scale la creatura della notte che, incatenata, giaceve inerme davanti a lui.

Il cavaliere scorse con lo sguardo la folla, studiandola attentamente.
Quindi, quasi con gentilezza, sospinse leggermente la donna, facendola oscillare in avanti e facendole muovere qualche piccolo passo in direzione delle scale.

La folla cominciò a gridare all’indirizzo della vampira, quando il cielo si oscurò all’improvviso, e nella piazza scese un terrorizzato silenzio.

3 Risposte a “La vampira”

  1. Per un momento ho temuto volessi far fuori la vampira!!! :D
    Per fortuna è arrivata l’oscurità!!! :D

  2. P.S. leggo ora “Blog Stats: 1,000 hits”!!!!
    Complimentoni!!!! :D

  3. Domani però entra in scena il cavaliere ;)

    Per le hits… beh, spargere il link ai quattro venti ogni tanto attira qui degli incauti viaggiatori xD
    (grazie a tutti quanti!!!!)

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