In città

Il cammino era stato lungo e tedioso, ma a parte il rallentamento che i banditi avevano rappresentato, non era accaduto più alcunchè degno di nota.
Il cavaliere era così potuto arrivare senza ulteriori ritardi in prossimità della capitale del ducato. La porta nelle grandi mura, però, pareva inavvicibile a causa della massa di gente che vi si accalcava intorno, spingendo per entrare in città.

Sospirando, si chiese se le guardie di servizio all’ingresso avessero ormai rinunciato a ispezionare coloro che entravano, o se invece fossero ligi al dovere, ed impegnati a controllare tutta quella folla ammassata davanti a loro.

“Stolti…”

Incurante delle persone che, impegnate a spintonarsi, gli davano le spalle, avanzò verso di loro in sella al suo cavallo, procedendo al passo.

“Fate largo, se non volete incorrere nella giusta ira degli Dèi.”

La sua voce si levò tonante sopra il vociare di quei popolani, che si voltarono incuriositi da tali parole. In pochi, titubanti, si fecero di lato, mentre la maggior parte tornarono alla loro precedente posizione, affatto intenzionati a cedergli il passo. Il cavaliere estrasse un medaglione da sotto la cotta di maglia, sollevandolo con la destra per rendere ben visibile a tutti quanti l’effige crociata che vi era incisa.

“Osate disubbidire ad un mio ordine? Guardie, spostate questi villani dalla mia strada, o non risponderò del comportamento del mio destriero. Gli Dèi mi sono testimoni, se arriverò in ritardo per assistere all’eliminazione della prigioniera, l’Ordine Sacro non sarà affatto contento di tale mancanza di riguardo nei miei e suoi confronti.”

A quelle parole, il brusio cessò immediatamente, e molte altre persone si fecero rapidamente da parte, abbozzando qualche incerto sorriso in direzione dell’uomo, o qualche frettoloso inchino.
Le guardie, con solerzia, si impegnarono a scacciare dall’ingresso i contadini e i viaggiatori che ancora vi sostavano, consentendo così l’ingresso del cavaliere.

“Gli Dèi vi illuminino, soldati.”

Questi chinarono riverenti il capo, alle parole del cavaliere, per poi tornare rapidamente ai loro controlli sui popolani desiderosi di entrare nella città.
Il cavaliere procedette lentamente lungo la strada, meravigliandosi e compiacendosi allo stesso tempo di quanto la città sembrasse deserta.

“Devono essere tutti nella grande piazza davanti al tempio… E’ un bene, tutti i giusti dovrebbero essere lì, ben felici di poter assistere all’uccisione di un’emissaria delle forze dell’oscurità…”

Annuì lentamente col capo, lasciando che un sorriso gli comparisse in volto.
Arrivato davanti a una lussuosa locanda, scese agilmente da cavallo e si avvicinò alle stalle.

“Per servirla, cavaliere.”

Un ragazzino dai capelli rossi e spettinati si inchinò al suo avvicinarsi, rimanendo fermo in attesa di istruzioni.

“Sistemami il cavallo, e avvisa il proprietario che mi sia preparata una camera per stasera. Anzi, tre camere, giacchè un paio di persone dovrebbero raggiungermi. Le vostre stanze migliori, mi raccomando.”

Gli lanciò una monetina d’argento, e voltatosi fece per allontanarsi.

“Siete arrivato per vedere la vampira?”

Senza voltarsi, il cavaliere annuì col capo.

“Già. Oggi finalmente la uccideranno, no?”
“A me quasi dispiace… finchè la tenevamo prigioniera, attirava moltissima gente in città. Volevano tutti vedere il mostro che aveva tenuto testa a due squadroni, dopo che aveva sterminato interi villaggi. Ma forse è meglio così, qualcuno dice che potrebbe essere rischioso tenerla qui…”

A queste parole, il cavaliere scoppiò in una fragorosa risata.

“Scherzi, ragazzo? Questa città è il luogo più sicuro del mondo. La vampira immagino sarà stata incatenata con catene benedette, immobilizzata con incantesimi dei più potenti sacerdoti del ducato… e inoltre per la sua esecuzione, sono giunti qui tantissimi cavalieri. E poi ci sono io, che rappresento l’Ordine Sacro. Vedrai, oggi finirà tutto.”

Senza attendere risposte dal ragazzo, il cavaliere si allontanò dirigendosi senza ulteriori indugi verso il tempio cittadino.

Anche se erano passati diversi anni da quando era stato in quella città, ricordava ancora dove si trovasse il tempio. Al centro esatto della città, rivolto verso meridione, con davanti un’enorme piazza.
Piazza che, ovviamente, era gremita di gente giunta a vedere come un vampiro moriva se esposto alla luce solare.

Facendosi largo tra la folla, che comunque si ritraeva spontaneamente udendo il clangore metallico che annunciava il suo avvicinarsi, giunse finalmente a pochi passi dalla scalinata che portava al tempio, rialzato di qualche metro rispetto al terreno.

Si guardò intorno.
C’erano diversi cavalieri, che non conosceva assolutamente. Signorotti locali, probabilmente.
E c’erano molti mercanti, addobbati in vesti sfarzose. Uno di loro gli fece un cenno di saluto col volto, al quale rispose con un cenno simile, prima di cominciare a salire verso il tempio.

Due guardie, avvolte in candidi mantelli bianchi, gli ingiunsero di fermarsi, ma di fronte al suo medaglione si ritrassero immediatamente lasciandogli libero il passo.
Finalmente, giunto al termine dell’ascesa, potè entrare nel tempio, premurandosi di tenere in vista il medaglione dell’Ordine.

“Finalmente siete arrivato, Cavaliere. Ora potremo cominciare.”

Un uomo vestito con una lunga tunica bianca bordata di rosso lo avvicinò immediatamente, parlandogli con tono di voce sommesso.

“Scusate il mio ritardo, sono partito non appena il vostro messaggiero è giunto all’Ordine. Ma ho incontrato dei briganti lungo la via, e la folla alle mura mi ha ulteriormente rallentato.”
“Non so come scusarmi per tali inconvenienti…”
“Non è certo colpa vostra. Sono tempi difficili, e neppure la santità della religione ormai è rispettata..”

L’uomo annuì con aria mortificata, quindi i due si diressero verso la sala interna.

3 Risposte a “In città”

  1. Vampira????? :o
    Altra svolta inattesa!!!!!

  2. Mi cucio la bocca con il fil di ferro per non rispondere.

  3. Qualcuno la salvi che posa fare schiattare sto palo in c**o d’un cavaliere! :P

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