La rocca

Mokran considerò la possibilità di seguire la nana per farsi dare qualche risposta, ma aveva il forte sospetto che se avesse osato importunarla, questa l’avrebbe attaccato con una qualche arma improvvisata. Gli era sembrata molto seria, quando aveva detto di avere fretta.

Sospirando ma sollevato di essere in qualche modo arrivato a destinazione, percorse il corridoio fino a quando non trovò una breve serie di scalini terminanti di fronte ad una pesante porta spalancata. Li salì varcando spavaldamente la porta, e rimase quasi stupito di trovarsi veramente nella Rocca.

L’edificio nel quale si trovava dava direttamente su una piazza, nei pressi dell’imponente cinta muraria che da millenni difendeva la città dagli attacchi dei goblin e delle altre creature del sottosuolo. Fissò per qualche istante una colonna alta un paio di metri, sopra la quale erano alloggiate alcune grosse pietre di Lurium, ad illuminare buona parte della piazza.
In fin dei conti aveva sempre dato per scontato il Lurium, ma negli ultimi tempi si era trovato in diverse situazioni nelle quali quel minerale non era disponibile, e da allora aveva cominciato ad apprezzarlo ulteriormente.

Camminando lentamente tra le basse costruzioni di pietra ad un solo piano -sapeva ovviamente che in realtà, come per l’infermeria nella quale si era risvegliato, si sviluppavano sottoterra- si diresse verso le mura, più precisamente verso un’enorme e massiccia porta, controllata da un paio di soldati sopra le mura e da altrettanti a terra.

Avvicinatosi a loro, fece per parlare ma quelli lo videro e lo anticiparono.

“Finalmente ti sei svegliato. Temevo dormissi fino al prossimo anno.”

L’altro nano ridacchiò brevemente a quelle parole, mentre Mokran a quelle parole si insospettì un poco.

“Quanto avrei dormito?”
“Beh, la pattuglia ti ha portato qui ieri mattina, dopo averti trovato da qualche parte là fuori. E stavi già dormendo, quando ti hanno messo in infermeria.”

Più di un giorno ininterrotto! Sbalordito, il nano ammise con se stesso che in effetti si era stancato parecchio, non aveva quasi mai mangiato, ed era molto ferito.

“Ah, il comandante ti vuole parlare. Aveva dato ordine di mandarti da lui, se mai ti fossi svegliato.”
“Già, sembrava parecchio curioso.”
“Il comandante… certo! Devo avvisarlo, là fuori ci sono diverse compagnie di goblin, e un…”

Si bloccò all’improvviso, prima di parlare del Gruebak. Il Gruebak era poco più che una favola per bambini, se gliene avesse parlato lo avrebbero preso per matto. Lui stesso, fino a pochi giorni prima, avrebbe commiserato chi avesse provato a raccontare una storia del genere.

“Lo sappiamo. Là fuori ci sono migliaia di goblin, da diversi giorni ci muovono contro. Abbiamo avuto già diversi scontri con loro.”
“Migliaia?”

Mokran ammutolì. Lui ne aveva viste diverse decine, aveva pensato magari a qualche centinaio di goblin. Ma migliaia, non se ne erano mai visti. Stava per chiedere altre informazioni, quando il secondo nano, che era rimasto quasi sempre zitto, intercettò il suo sguardo e scosse lentamente la testa, in un gesto di diniego.

“Vai dal comandante, vuole sapere che facevi così vicino alle fila nemiche.”

Il nano sospirò ed annuì, la richiesta del comandante era più che legittima. Probabilmente si sarebbe anche infuriato. Si voltò, ma prima di allontanarsi fu colto da un altro pensiero e chiese ai due soldati

“Nei giorni scorsi, per caso una colonna di profughi di un villaggio qui vicino è giunta in città?”

I due si fissarono sorpresi per un istante, prima di rispondere.

“Diciamo di si. Una nostra pattuglia li ha trovati intenti a lottare con alcune decine di goblin che li avevano assaliti. Metà di loro però è morta prima che potessimo intervenire.”
“Per lo meno metà di loro sono ancora vivi.”
“Come sapevi di loro?”
“Ero con loro, giorni fa…”

Senza aggiungere altro, si diresse verso l’edificio di pietra costruito a ridosso delle mura. A differenza degli altri edifici della zona, quello si sviluppava su due piani, con diverse finestre -ma più che altro erano buchi- nei muri in corrispondenza delle stanze, da una delle quali si intravedeva il tenue bagliore di una piccola pietra di Lurium.

Ovviamente, nessuno era di guardia alla caserma. Sarebbe stato un impiego inutile per un soldato, starsene sulla porta della caserma… che senso avrebbe avuto, quando tutti in città erano nani? La sua presenza era molto più utile altrove. Di pattuglia, o sulle mura.

Entrò nel locale, guardandosi intorno alla ricerca di qualcuno che potesse indirizzarlo dal comandante, ma quel piano pareva deserto. C’erano lunghi tavoli con diverse panche disposte ai loro lati, completamente vuoti. In lontananza, quello che probabilmente era l’alloggio di alcuni soldati faceva mostra di sè dalla porta spalancata, mostrandosi desolatamente vuoto.

“Dovrei vedere il comandante, o almeno così mi è stato detto.”

Nessuno rispose alle sue parole, così decise di salire al piano superiore. Si diresse verso la stanza dalla quale, quando si trovava all’esterno della caserma, aveva visto provenire della luce.
Arrivato alla porta di quella che, stando alla sua memoria, doveva essere la stanza illuminata, tornò a ripetere la sua presentazione.

“Scusate, sto cercando il comandante. Mi hanno detto che voleva parlarmi.”

Dall’interno, con suo grande sollievo, giunse dapprrima un borbottio indistinto, e quindi una voce bassa e roca lo invitò ad entrare.

“Lo hai trovato. Entra, o vuoi parlare dal corridoio?”

Entrò, e dopo aver compiuto pochi passi si fermò, rimanendo rigido come il protocollo militare richiedeva.
Il comandante era impegnato a scrutare una vecchia mappa ingiallita dal tempo, borbottando di continuo e grattandosi pensosamente la barba che gli pendeva dal mento.

“Finalmente ti sei svegliato.”

gli disse infine, rivolgendogli la parola. Mokran non rispose, fissando con ostinazione l’aria davanti a sè.

“Mi devi qualche spiegazione, figliolo.”
“Temo di si, padre.”

3 Risposte a “La rocca”

  1. Uh… oh… le questioni si complicano quando subentrano i parenti!!! :-S

  2. Sta venendo fuori proprio una bella storia sui figli della roccia. Colpi di scena, belle descrizioni e combattimenti. Bravo!

  3. Grazie Archmage :)

    Eh si, Sean, vedrai..

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